Call me Ishmael

Laggiù, soffia

giovedì, 26 aprile 2007
Stand by

di CallMeIshmael

Buon 25 Aprile, in ritardo.
Buon Primo Maggio, in anticipo.

Ci si sente più avanti.

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lunedì, 23 aprile 2007
Alice, il Topo che non è un topo, ed il Veliero che non c'è

di CallMeIshmael

Alice allora aprì la porticina: essa dava su un piccolo corridoio,
non più grande della tana d'un topo.
[...]
Ma attraverso quel buco non poteva passare nemmeno la sua testa.

"E anche se ci passasse la testa", pensava la povera Alice
"a che mi servirebbe senza le spalle?
Dovrei essere capace di ritirarmi come un telescopio!
Forse ci riuscirei, se sapessi da dove cominciare".



Comincio io, allora, ed un po' alla lontana.
Di fronte al cancello del posto dove lavoro, c'è un topo morto, ormai da una settimana. Non avevo mai visto un ratto così grande, neanche nei film: è lungo quanto un braccio, esclusa la coda che nel tratto più grosso avrà un diametro di due centimetri e mezzo.
A occhio avrà pesato un cinque chili, parlandone da vivo. Probabilmente non è nemmeno un topo vero e proprio, talmente è grosso, potrebbe essere una nutria fuggita da un container del vicino portocanale.
L'altro giorno, in pausa pranzo, ho fatto una passeggiata verso il mare, e per strada mi sono soffermato a vedere il progresso della decomposizione: era in stato avanzatissimo, il corpo letteralmente esploso, completamente ricoperto da migliaia di larve color crema che brulicavano fameliche di vita cieca e disperata.
Era uno spettacolo rivoltante, e se avessi pranzato probabilmente avrei lasciato il misero pasto della mensa aziendale su quel marciapiede. Da noi si mangia talmente male che sono sicuro che le larve avrebbero comunque preferito la nutria.
Ciononostante non riuscivo smettere di guardare: ero disgustato, terrorizzato e contemporaneamente affascinato e commosso da quell'insensato e folle inno alla vita.

E' questo lo stesso atteggiamento che mi ha spinto oggi ad andare a vedere una ennesima casa propostami da quelliconlacravattaverde: chiamatela curiosità, chiamatelo fascino dell'orrido, seduzione del male, chiamatelo autolesionismo, oppure chiamatelo un po' come vi pare.
Ecco, io sapevo che sarebbe stato qualcosa di inguardabile, di impresentabile, di assolutamente osceno. Ma dovevo vederlo, assolutamente.
Arrivo all'appuntamento, e vedo subito il tizio che già mi aspetta: corporatura alla Obelix, gessato marrone caffellate, e cravatta verde brandizzata aziendale. Mi avevano detto che ne erano stati osservati, in libertà, alcuni che portano davvero la cravatta di quel verde che nemmeno Calderoli oserebbe. Ed oggi ne ho visto uno.

Il condominio da fuori non è di certo prestigioso, ma tutto sommato è quasi accettabile. Entriamo dal portoncino, ma invece di salire le scale, o prendere addirittura l'ascensore, Gessatomarrone mi porta di fronte ad una porticina. Piccola, eh.
Mi chiedo se - come Alice nel Paese delle Meraviglie - dovrò bere dalla bottiglia magica per rimpicciolirmi e passare attraverso, ma poi mi chiedo soprattutto come farà Obelix a passarci.
Oppure dovrò prendere la pillola rossa come in Matrix? Dovrà poi prendere la pillola anche lui? Sarà mutuabile? Dopo quanto ritorneremo a dimensioni normali? Il giorno dopo? Dovremo allora prendere la pillola del giorno dopo?
Ho come un mancamento per tutti questi pensieri che mi si accavallano ma, non so bene come, riesco comunque a varcare la soglia.
 La porta per il Paradiso è stretta, ma questa qui è pure bassa, e dietro non ci sono fiumi di miele, monti che stillano dolcezza, agnelli e lupi che giacciono insieme.
Ci sono solo terra, sabbia, detriti e pezzi di ferro.
Non è l'Inferno, forse nemmeno il Purgatorio ma non può essere nemmeno il Limbo, il Papa l'ha abolito venerdì scorso, e su queste cose Joseph è di precisione tedesca. Entriamo in quello che mi era stato definito un cortile, ma essendo molto più stretto che non corto, io lo chiamerei uno strettile.
Qualcuno avvisi l'Accademia della Crusca per registrare il termine.
Davanti a me una scala in ferro arrugginito, ripidissima e larga non più di trenta centimetri. Più che una scala sembra la sartìa di un veliero, come provo a salire oscilla sensibilmente, e meno male che oggi non c'è maestrale.
Mi trattengo a stento dal mettere una mano sulla fronte a mò di visiera ed urlare: “Laggiu! Laggiù! Soffia! Ramponieri, orsù, armate le lance ed ammaratele!!” (E' il mio più grande sogno, questo, mentre l'altro è guidare una autoambulanza a sirene spiegate, ma è un'altra storia )
I passamani sembrano affidabili come una 126Bis fabbricata in Polonia: e vi assicuro che a tutte le 126 Bis polacche si brucia la testata ogni 3000 km: a memoria d'uomo l'unica cosa fatta in Polonia che sia durata a lungo è stato Giovanni Paolo II.
Alla fine, bene o male, arrivo in cima, vincendo a fatica le vertigini che mi condanneranno a non poter mai vedere avverato il sogno di cui sopra, nemmeno sopra il veliero di Gardaland (in realtà a Gardaland non ci sono mai stato, ma volete che non ci sia un veliero?)
La cima, o l'ingresso, come lo chiama Obelix Gessato, è in realtà un balcone. I tizi hanno tramezzato un appartamento normale, facendone due. In uno ci si entra dalle scale, come fa la gente perbene, mentre in questo qui devo prima passare la porticina di Alice e le sartìe del veliero.
Entrando dal balcone c'è una stanzetta: dovrebbe essere il soggiorno. Dentro il soggiorno c'è una finestra, che dà su un altro vano interno. E' il bagno. Ho sentito parlare di bagni ciechi, ma questo è pure sordo e muto, altrimenti urlerebbe anche lui per la vergogna.
L'altra stanzetta dà anch'essa sul balcone. Tutte le finestre sono in sgangherato legno, impianti elettrici collaudati ai tempi di Alessandro Volta, pavimenti che interesserebbero più un archeologo che non un architetto.
In compenso non c'è il riscaldamento e le porte sembrano fatte con legno da cassette di frutta.
- Che ne pensa? - mi fa Obelix
- Beh, sa vorrei qualcosa di un po' più... (datemi un aggettivo) ah, ecco , più "regolare"...
- In che senso regolare?
- Beh, un bagno con la finestra che si apre sul soggiorno..
- Si in effetti è un piccolo neo...
A mio avviso più che un neo è un carcinoma maligno in fase terminale, ma non ritengo di replicare.
Sto in silenzio.
La cosa evidentemente lo imbarazza. Mi guarda, stretto nel suo nodoverde su gessato marrone.
- Ma del resto, per centocinquantottomila euro... cosa pretenderà?

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giovedì, 19 aprile 2007
Stop me before's too late

di CallMeIshmael

Walked out this morning
Dont believe what I saw
A hundred billion bottles
Washed up on the shore
Seems Im not alone in being alone
A hundred billion castaways
Looking for a home

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Regressioni e digressioni (reprise)

di CallMeIshmael

Devil and the deep blue sea behind me
Vanish in the air you'll never find me
I will turn your face to alabaster
When you'll find your servant is your master

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Il codice da Ishmael

di CallMeIshmael

E per rimanere enigmaticamente in tema col post precedente, ma cercando nel contempo di migliorare il clima plumbeo, vi lascio con un misterioso messaggio in codice:

2 -10 - 07
5 -33 - 3LT7
5 -34 - 3LT7
5 -35 - 3LT7

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Regressioni e digressioni

di CallMeIshmael

Un blog è un po' come un diario, no? Ed allora oggi ci scrivo le strofe delle canzoni, come si faceva alle medie.

I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain

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martedì, 17 aprile 2007
Mutuo dallo stupore

di CallMeIshmael

Benvenuti nel nuovo episodio di "Ho visto case che voi umani.." la rubrica che, come la Settimana Enigmistica vanta innumerevoli tentativi di imitazione, e che probabilmente avrà la stessa longevità del celebre settimanale bicromo.
L'unica differenza è che nel mio caso non ci sono le soluzioni a pagina 46, che se no col cazzo che continuavo a farvi ridere alle mie spalle.
Oggi abbiamo il piacere di ospitare il racconto di un mio esimo collega di ricerca, che mi racconta un episodio didattico ed istruttivo.
L'agente è sempre uno degli emissari della celeberrima catena in franchising, si proprioquellilà, i primi che vi vengono in mente: quella agenzia che vi smarona con le televendite in cui le veline trovano casa (fighissima) nei sei minuti che l'Authority concede ai messaggi promozionali, quella agenzia col logo verde che se se non sei tamarro non ti prendono come agente, quella agenzia dove il primo giorno di lavoro insegnano a farti un nodo alla cravatta che sia grande come un'anguria, e possibilmente dello stesso colore.
Se vi sembra che mi stiano sulle palle, beh, avete ragione.
Ma torniamo a noi. Prima visita, la casa è carina, e il prezzo sembra invitante. Finiture buone, bilivelli, zona hinterland ma taaaanto per bene, almeno così mi dicono.
Sedotto dall'offerta, il mio amico dice, certo che è interessante, vorrei fare magari una capatina in banca..
Alchè l'emissario lo interrompe.
- Banca? Deve per caso fare il mutuo?
Come magari ricordate, una affermazione del genere mi era stata fatta da un complice di questa catena, che delinqueva presso altra giurisdizione.
Ti sfiora il dubbio, allora, che costoro lavorino effettivamente solo per strapagate vallette, tronisti da tivù del pomeriggio, ex arbitri falliti, tamarri con i tatuaggi tribali, cantanti che vanno in playback anche quando parlano, comici che fanno la stessa gag dai tempi dei mondiali di spagna. Tutto quel sottobosco di persone, cioè, che è davvero in grado di comprare una casa in contanti, grazie ai soldi delle loro televendite.
Così non è, perchè se lavorassero solo con quella elitè di nullità, non avrebbero bisogno che le suddette nullità incantassero le masse con le loro televendite.
Quale è il motivo allora della sottile riprovazione che questo agente ha mostrato, quando il mio  collega gli ha detto che centoquarantamilaeuro se li deve far dare dalla banca?
Presto detto, e con il massimo candore:
- Sa, signor X, il problema è che di questi centoquarantamila, quaranta sono in nero, quindi la banca non glieli darà...

Dove cazzo è un Colonnello della Finanza quando ti serve?

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lunedì, 16 aprile 2007
E bivano mi par ogni anelare

di CallMeIshmael

Questa ancora mi mancava. Abituato, ormai, agli intermediari che soppalcherebbero la loro nonna pur di vendertela uso ufficio, confesso di essermi trovato a disagio con chi , invece, sembra far di tutto per scoraggiarmi a vedere la casa.

- Immobiliare Taldeitali, buonasera.
- Salve, ho visto due annunci per dei bivani.
- Mi dica (tono evidentemente seccato, della serie "ecco un altro rompiscatole")
- Uno è un bivano in zona blabla
- Guardi che è molto piccolo eh - mi interrompe scorbutica - sono solo 45mq.
- Si (so leggere grazie, alle elementari ero tra i primi della classe)
- E l'altro?
- L'altro è effettivamente più grande, 75mq, quello via blabla..
- Ma guardi che è un piano terra!
- Scusi, si può vedere si o no? (mica ti ho chiesto di incartarmelo, cazzo)
- Vabbè si, quando le andrebbe bene?
-
Dopo le 18, sa ho un lavoro.. (onesto, a differenza del tuo)
-
Di mattina no?
- Mi dice quale tra le tre parole "DOPO LE 18" non le è chiara?


Rimaniamo che mi chiamano e mi fanno sapere.
Poi ho chiamato per un altro piccolo bivano, minuscolo 45mq, e che costa circa 20/30 kilo€ sopra il mio massimo budget di spesa. Però è in una zona che mi piace troppo, ed almeno vederlo non costa nulla.

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giovedì, 12 aprile 2007
Regole ed Eccezioni

di CallMeIshmael

Solo in Italia si parla di "linea dura"  e "tolleranza zero" quando si fa scendere dal treno chi non ha biglietto.

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Prospettive

di CallMeIshmael

C'è solo una cosa più insopportabile di un agente immobiliare petulante: il padrone di casa petulante.
Appartamento dalla planimetria abbastanza contorta, vecchio quartiere, luce soltanto da un cavedio.
Il tipo era talmente logorroico da riuscire a parlare sopra perfino all'agente immobiliare. La mia tecnica è ormai quella di farli parlare, rimanendo sempre in silenzio a fissarli. Ogni tanto qualche domandina, spesso su argomenti che non c'entrano nulla, giusto per tenerli sul chi vive.

-Sa, il mio consiglio è di ristrutturare la cucina blablabla la casa è calda d'inverno, fresca d'estate, tiepida in autunnno e primavera, luminosa, silenziosa militesente automunita... blabla ... qui intorno abitano solo famiglie "bellissime" (sic) blablabla le ho già detto che è silenziosissima?
-L'impianto elettrico è a norma? - chiedo, freddo come Clint Eastwood ne "Il Buono il Brutto e il Cattivo"
-Si! - risponde il padrone di casa
- No! - risponde l'agente immobiliare
- Si o no? - faccio io.
- Gli impianti sono rifatti da pochi anni, usati poco (?) ...  poi c'è ANCHE il salvavita, solo che andrebbe collegato - continua il proprietario.
- Ma hanno la certificazione?
- Beh, quella sarebbe da fare, in effetti
- cerca di tamponare l'agente.
- Quindi non ha certificazione- concludo.

Il bagno è a L, e giusto nell'angolo un genio dell'Interior Design ha messo la vasca di bagno: per raggiungere il WC bisogna quindi superare una strettoia di 10 cm : l'unico modo per farlo è camminare di lato, come se si fosse sopra un cornicione: poco praticabile in caso di episodi diarroici violenti.

La casa andrebbe profondamente rivista (bagno, pavimenti, muri,infissi, impianto elettrico, cucina) e ne verrebbe fuori un - forse - accettabile appartamento - ma il costo è già così ai limiti del mio budget. Quello che la ristrutturazione non può cambiare è il fatto che la casa riceve illuminazione solo da un pozzo luce protetto da una grata. Fa molto convento di clausura, ma per una casa alla lunga stufa.
Non c'è posto auto, ed in quella zona della città puoi girare a lungo prima di trovare un parcheggio: si racconta che nelle notti senza luna si possa vedere una Fiat Millecento in giro dal 1962 alla ricerca di un posto dover fermarsi.

- "E' una casa da vedere in prospettiva" - sentenzia filosofico l'intermediario.
- Si, certo, però lei mi faccia avere la pianta, per ora mi accontento.

Ma la considerazione più profonda della visita è stata questa:
"Quella che vede sulla parete non è una macchia di umido, è solo una particolare reazione chimica delle sostanze contenute nel muro".
Ma certo, non la sto prendendo a calci nel culo, sto soltanto accelerando il mio piede verso le sue chiappe.

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