Insomma, fate un CID e finitela qui |
di CallMeIshmael |
Ieri il Corriere pubblicava l'intervista a Cosimo Mele, il deputato UdC balzato agli onori della cronaca purtroppo non per le sue doti politiche.
Oggi Repubblica replica con l'intervista alla signorina in questione, balzata agli onori della cronaca purtroppo non per le sue doti culturali.
Incrociando le due interviste salta fuori questo:
Mele: «Mi sento il mondo cadere addosso. Lo so, è una frase fatta, ma è proprio quello che sento»
Signorina: «Sono distrutta, la mia vita è finita dopo questa storia con il politico»
Ma insomma, si può sapere a chi dei due è andata peggio?
Coincidenze |
di CallMeIshmael |
Ieri è morto Bergman. Oggi apprendiamo di Antonioni.
I Vanzina scoppiano di salute.
Mele marce /2 |
di CallMeIshmael |
Avrete già sentito nei tg la storia di Cosimo Mele, parlamentare pugliese dell'UDC, coinvolto in un festino a base di squillo e cocaina, neanche fosse un comunista anticattolico.
Saprete quindi che, in un improbabile afflato di dignità, Cosimo Mele ha annunciato le sue dimissioni.
Bene, direte voi. Peccato però che a leggere bene ha detto che si dimetterà dal'UDC, ma non dalla carica di parlamentare:
Lei fa parte di un partito, l'Udc, che della difesa della famiglia ha fatto una bandiera.
«Lo so, e per questo ho deciso di dare le dimissioni dall'Udc. Ma non vedo perché dovrei dimettermi da deputato, anche io sono un uomo con le mie virtù e le mie debolezze».
L'intervista pubblicata dal Corriere riporta anche questa affermazione degna dei sofismi democristiani dei tempi d'oro:
L'ha pagata?
«Pagata... non proprio. Le ho fatto un regalo, una somma in denaro, niente di esagerato però. Poi siamo saliti su, siamo stati insieme, e dopo io mi sono addormentato».
Non l'ha pagata. Le ha soltanto regalato somma di denaro. Senza esagerare, però.
Mele marce |
di CallMeIshmael |
Loro sono per la famiglia, e votano le leggi contro la procreazione assistita.
Loro sono contro la droga, e votano norme che assimilano una canna ad una pipa di crack.
Naturalmelte, poi nella vita di tutti giorni si può pure sbagliare, no?
Lezioni di inglese |
di Tschiken |
Quando si dice un aggettivo calzante...
Tschiken, l'hai voluto tu... |
di CallMeIshmael |
SCOOP! |
di Tschiken |
Eccezionale rivelazione: per la prima volta è possibile conoscere l'aspetto di Ishmael.
Ecco a voi il suo primo ritratto on line
Nonna, mi è semblato di avele visto un gatto. |
di Nerodinverno |
Io ho sempre detestato i gatti quando mi fanno le fusa
Primavera di Granito |
di CallMeIshmael |
Un fannullone (non è una offesa, è proprio il suo nick) si chiede cosa sia questa roba, riferendosi ad un link postato in commento anonimo nel post sul Grande Fratello.
Ora, io non so chi sia stato il buontempone che ha postato il link, ma per poter apprezzare la cosa è necessaria una piccola spiegazione per chi non ha avuto la fortuna di nascere nella cittadina che mi diede i natali e le pasque.
Immaginate che il vostro professore di matematica si presti ad un film trash girato nella vostra città.
Immaginate che sia un film artigianale e fatto malissimo, ma di una pretenziosità tale che neanche Stanley Kubrick sotto cocaina.
Immaginate che la trama sia talmente scombinata ed assurda da essere un involontario capolavoro di nonsense, che neanche Tim Burton sotto acido.
Immaginate che sia di una rozzezza tale che neanche i Vanzina ubriachi con la diarrea.
Immaginate che perfino il Vescovo si presti ben contento per una particina, impersonando se stesso.
Immaginate che, non contento, il regista si vanti per mari e per monti di essere un genio e di aver vinto premi a carriolate.
Immaginate che la cosa abbia un immeritato, seppure effimero successo nella vostra cittadina, e frotte di persone comprino la videocassetta, mossi dalla sola speranza di vedersi ripresi mentre fanno la fila alle poste o portano il cane a pisciare.
Ecco, Primavera di Granito è tutto questo, ed anche di più, ma ve lo lascio scoprire non prima di aver ricordato un ppicolo aneddoto personale.
Diversi anni fa, quando questo blog ancora non esisteva, venni contattato da una graziosa pubblicista dai capelli rossi ed un indimenticabile nasino all'insù per collaborare ad una rivista online.
La mia prova di esordio fu appunto la recensione di primavera di granito.
A lei piacque, ma l'articolo fu rigettat dal direttore, che lo trovò troppo sarcastico.
La mia collaborazione finì lì, prima ancora di iniziare, e così anche i miei sogni di gloria con la pubblicista ed il suo adorabile sorrisino sempre imbronciato.
Però, visto che non butto via mai nulla, mi riciclo la recensione, che per un bel post vale ancora:
Primavera di Granito, ovvero "Tutti nella Cava"
Da piccoli tutti scriviamo poesie: da adulti lo fanno solo i Poeti ed i cretini. Questa considerazione, non mia, si estende anche ad altre espressioni artistiche, non ultima quella cinematografica.
"Primavera di granito" ne è chiara dimostrazione.
La trama: Alberto e Vittoria si amano: ruzzolano felici nelle spiagge, si giurano amore eterno, vanno insieme felici a fare shopping, si sposeranno e avranno tanti bei bimbi.
Ma il destino, cinico e baro, ci mette lo zampino: giunge in città Monsieur LeBlanch, un misterioso uomo d'affari francese, look a cavallo tra l'Uomo del Monte e il capitano Stubbing della compianta Love Boat.
Il suo losco fine è riuscire a piazzare un'ingente partita di droga nel mercato locale. Decide quindi di contattare una banda di giovani balordi: Serena, Mozzicone, Carezza e Whisky. (Lo so, vi state chiedendo dove sono il Bianconiglio e il Cappellaio Matto, cattivoni, probabilmente sono già opzionati per il sequel.)
Sfortunamente i nostri eroi hanno dei problemi di liquidità; ma LeBlanch crede nell'imprenditoria giovanile, e, forse con dei contributi dell'UE organizza per loro una rapina a mano armata. Il piano non fa una grinza: seguire un corriere portavalori, approfittare della quotidiana sosta dell'autista che necessita di espletare basse ma a quanto pare improcrastinabili funzioni fisiologiche. Per maggior sicurezza LeBlanch mette fuori gioco Alberto: John nasconde un campione omaggio della sua merce nella macchina del nostro eroe che vince un soggiorno premio nelle patrie galere.
A dispetto della geniale ideazione la rapina fallisce, ma la vicenda si complica: Vittoria decide improvvidamente di raccogliere prove per scagionare il suo futuro consorte: finisce tra le grinfie dell'imperturbabile John che la stupra.
Alberto viene rilasciato, ma intuita la triste sorte capitata a Vittoria decide di vendicarsi su John, che questa volta decide bene di farlo secco.
Il tutto prosegue in un tragicomico vortice di delirio, sino all'inevitabile happy end.
La spettacolare interpretazione di Monsieur LeBlanch varrebbe da sola il prezzo del biglietto: "vai tranquillo, per sembrare francese basta parlare con la erremoscia, lo sanno anche i bambini" . Per il resto il personaggio più espressivo che appare in tutto il film è la statua del Redentore, gli altri hanno una varietà facciale prossima a quella di un lavandino.
Ma questo non sarebbe di per sé un grosso problema: non dimentichiamo che si tratta comunque di attori dilettanti. Quello che colpisce è invece la profonda presunzione che aleggia per tutti gli strazianti 90 minuti, a partire dalla delirante citazione iniziale "per non imbatterci in un futuro con delle comunità violente è quantomai opportuno correggere il presente", sino alle battute finali.
"Primavera di Granito" frantuma allegramente tutte le barriere del ridicolo, e la cosa grave è che non mostra di rendersene minimamente conto. Ci si prende tremendamente sul serio, non c'è neppure un cenno di una autoronia che avrebbe forse aiutato a digerire le molte - troppe - castronerie. Chi ha scritto la sceneggiatura dimostra di non aver mai letto in vita sua non dico un Giallo Mondadori per ragazzi, ma neppure "Topolino, Pippo e il mistero della collana scomparsa"; probabilmente pensa che la catarsi vada curata col Bronchenolo Sciroppo, e che Kubrick sia l'inventore del famoso cubo.
Questo è film che fa pensare.
Fa pensare come sia possibile mettere su una piccola struttura organizzativa, un improvvisato ma volenteroso cast, mobilitare uno stuolo di piccoli professionisti locali ben felici di una comparsata e di un quarto d'ora di celebrità, (a costo di passare per ebeti, come i portavalori), coinvolgere quelle che i giornalisti di cronaca locale chiamano "le autorità civili e religiose", il tutto basandosi su una idea di fondo assolutamente inesistente. Non è da tutti.
A testimonianza di una qualche sovvenzione, i quattro mori campeggiano fieri tra i titoli di testa: una volta tanto hanno avrebbero bene a tener su la benda.
Blog di servizio |
di CallMeIshmael |
Qualcuno mi chiedeva dove è che si può firmare per il referendum sulla legge elettorale.
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